spanishjohnny

Barista: "Pasca', hai ordinato qualcosa?" Pasquale: "Gera', nu poc 'e pace

mercoledì, ottobre 05, 2005

Ken Parker

Ken Parker è un nome mitico per gli appassionati di fumetti: è difficile che un accanito lettore di fumetti (e non parlo di roba giapponese e simili) non abbia mai sentito parlare di KP.
Nei tardi anni 70, inizi 80, quando uscì in edicola fu una specie di miracolo: un personaggio-eroe mai eroe e spesso neanche protagonista delle sue avventure, in un mondo dominato dai Tex Willer e da una netta divisione tra buoni e cattivi, un personaggio vero che attraversava la propria vita e la storia americana con la stessa timidezza/intraprendenza/coerenza/incoerenza di uno qualunque. In altre parole uno di noi.
A quell'epoca ero troppo piccolo/immaturo per apprezzarlo, ma adesso no. La Panini comics ne sta curando (da un paio di anni) un'ottima riedizione (o ristampa, non saprei come definirla) che il mese passato di settembre ha portato in edicola un episodio strepitoso, intitolato Sciopero. In questo periodo di posti di lavoro che si sciolgono nell'indifferenza generale (e nelle menzogne dell'istat) e di lavori/stipendi precari, sarebbe una lettura consigliata per chiunque. Se ci aggiungete che oggi il mio ipod ha casualmente suonato (in contemporanea con la lettura dell'episodio) la prodigiosa canzone degli Stormy Six Stalingrado-La fabbrica, il quadro è completo.
All'autore di Ken Parker, Berardi, va il mio personale ringraziamento per aver creato Ken Parker, negli ultimi due anni la lettura di queste ristampe è stata un punto fermo per me e sarebbe bello sperare che la serie possa proseguire in futuro. Ma questo potrebbe, ahimè, rimanere un sogno per i tanti appassionati di KP.