c'era una volta un politico
Ve lo ricordate Fini?
Quel tipo magrolino che sosteneva di essere un politico a capo di un partito. Chi sa che fine ha fatto; non può certo essere quella soecie di lacchè della cdl che pur di rimanere attaccato ad una poltrona di governo manda giù qualunque cosa.
Quindici mesi fa, in pieno casotto Parmalat e Cirio, pretendeva ed otteneva le dimissioni di Tremonti da ministro dell'economia, in cambio (alla lega) delle non dimissioni di Fazio da governatore della Banca d'Italia. Oggi, 15 mesi dopo, si riprende Tremonti e scarica Fazio (per intenderci uno gradito alla lega doveva rimanere, ed ecco il rientro di Tremonti).
Ma, mi chiedo, un politico, di qualunque partito sia, può sempre cedere ai ricatti di chi gli garantisce la poltrona, fregandosene dell'Italia? Un anno fa Tremonti era il capro espiatorio di una situazione economica insostenibile, oggi invece va bene ed è (quasi) ben accetto.
Allora, uniamo il nome di Fini a quello di Casini e Follini e otteniamo un bel terzetto di personaggi che in cambio di qualche poltrona sono disposti a fottersene del Paese. Sanno che mettersi contro Mr B vuol dire avere le tv contro alle prossime elezioni e, visto che il risultato elettorale è molto più importante dell'interesse della gente, fanno la voce grossa, ma nei fatti sono semplicemente degli yes man un po' patetici.
Quel tipo magrolino che sosteneva di essere un politico a capo di un partito. Chi sa che fine ha fatto; non può certo essere quella soecie di lacchè della cdl che pur di rimanere attaccato ad una poltrona di governo manda giù qualunque cosa.
Quindici mesi fa, in pieno casotto Parmalat e Cirio, pretendeva ed otteneva le dimissioni di Tremonti da ministro dell'economia, in cambio (alla lega) delle non dimissioni di Fazio da governatore della Banca d'Italia. Oggi, 15 mesi dopo, si riprende Tremonti e scarica Fazio (per intenderci uno gradito alla lega doveva rimanere, ed ecco il rientro di Tremonti).
Ma, mi chiedo, un politico, di qualunque partito sia, può sempre cedere ai ricatti di chi gli garantisce la poltrona, fregandosene dell'Italia? Un anno fa Tremonti era il capro espiatorio di una situazione economica insostenibile, oggi invece va bene ed è (quasi) ben accetto.
Allora, uniamo il nome di Fini a quello di Casini e Follini e otteniamo un bel terzetto di personaggi che in cambio di qualche poltrona sono disposti a fottersene del Paese. Sanno che mettersi contro Mr B vuol dire avere le tv contro alle prossime elezioni e, visto che il risultato elettorale è molto più importante dell'interesse della gente, fanno la voce grossa, ma nei fatti sono semplicemente degli yes man un po' patetici.

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